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	<title>Disturbi dell'Udito – Audire Roma</title>
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	<title>Disturbi dell'Udito – Audire Roma</title>
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		<title>L&#8217;ipoacusia mista</title>
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		<dc:creator><![CDATA[admin]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 19 Apr 2022 13:28:48 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Disturbi dell'Udito]]></category>
		<category><![CDATA[Ipoacusia]]></category>
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			<h1>L&#8217;ipoacusia mista</h1>
<p>L’ipoacusia mista è una forma di perdita dell’udito che interessa contemporaneamente più di una delle tre aree in cui è diviso l’orecchio (esterno, medio e interno). Tuttavia questa forma di perdita dell’udito deve la sua definizione di “mista” non al fatto di interessare contemporaneamente più apparati, ma di presentare allo stesso tempo problemi riconducibili a fattori trasmissivi e a fattori neurosensoriali.</p>
<p>Il caso più frequente di ipoacusia mista è una forma di perdita dell’udito dovuta all’avanzare dell’età (presbiacusia, tipologia di ipoacusia neurosensoriale) a cui è aggiunta la presenza di un tappo di cerume ad ostruire il condotto uditivo (ostruzione che interferisce meccanicamente alla ricezione degli impulsi sonori, e quindi ipoacusia di tipo trasmissivo).</p>
<p>Anche questa forma di ipoacusia può presentarsi in forma monolaterale o bilaterale (ovvero in uno o entrambi gli orecchi), con una riduzione da lieve a grave.</p>
<p>Le ragioni che possono determinare una riduzione di tipo misto possono essere molteplici:</p>
<p>• Otosclerosi, nel caso in cui l’infiammazione si estenda dalla staffa alla coclea.<br />
• Otite cronica, laddove l’infezione si sia estesa fino al labirinto oltrepassando l’orecchio medio.<br />
• Malformazioni congenite dell’orecchio che coinvolgono più di una delle aree uditive.</p>
<p>Nella maggior parte dei casi i pazienti colpiti da una riduzione dell’udito di tipo misto sono quelli che traggono maggiori benefici dall’applicazione di soluzioni quali gli apparecchi acustici.<br />
È importante tenere a mente però che l’ipoacusia di tipo misto rappresenta la forma più complessa di riduzione dell’udito e che, a seconda della sua composizione, le terapie atte alla sua cura possono essere diverse (tramite farmaci, chirurgia o applicazione di una soluzione acustica).</p>
<p>Cosa fare in caso di ipoacusia mista</p>
<p>Anche in questo caso, la scelta migliore è quella di rivolgersi ad uno specialista che possa identificare con precisione la tipologia e l’entità della riduzione uditiva sofferta dal paziente. È possibile effettuare una diagnosi precisa di questi elementi tramite un <a title="Contatti e Centri" href="https://audireroma.it/contatti/">esame audiometrico</a>, assolutamente non invasivo e della durata di pochi minuti, di cui è possibile usufruire gratuitamente presso i centri Audire.<br />
Al termine dell’esame i nostri specialisti avranno valutato la vostra capacità di ascolto e sapranno consigliarvi la soluzione acustica più adatta alle vostre esigenze.</p>

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		<title>L&#8217;ipoacusia neurosensoriale</title>
		<link>https://audireroma.it/ipoacusia-neurosensoriale/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[admin]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 19 Apr 2022 13:26:55 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Disturbi dell'Udito]]></category>
		<category><![CDATA[Ipoacusia]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Siamo in presenza di un caso di ipoacusia neurosensoriale quando la riduzione della capacità uditiva è da ricondurre ad un danno delle strutture presenti all’interno dell’orecchio.</p>
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			<h1>L&#8217;ipoacusia neurosensoriale</h1>
<p>Siamo in presenza di un caso di ipoacusia neurosensoriale quando la riduzione della capacità uditiva è da ricondurre ad un danno delle strutture presenti all’interno dell’orecchio. L’elemento dell’apparato uditivo più frequentemente colpito da questa patologia è la coclea, che non è più in grado di tradurre (parzialmente o completamente) le vibrazioni provenienti dall’esterno in impulsi nervosi.</p>
<p>L’ipoacusia neurosensoriale rientra tra le tipologie di ipoacusia acquisita, ovvero in quelle perdite dell’udito più o meno gravi provenienti da un’origine esterna o comunque non imputabile a fattori genetici.</p>
<p>Oltre alla forma cocleare appena descritta, è possibile che questa forma di ipoacusia si manifesti in forma retro-cocleare, ovvero interessando direttamente il nervo acustico il quale non è più in grado (anche in questo caso, parzialmente o completamente) di svolgere la sua funzione di tramite tra la coclea e i centri uditivi superiori.</p>
<p>Come può manifestarsi l’ipoacusia neurosensoriale?</p>
<p>La forma più comune di ipoacusia neurosensoriale è senza dubbio la presbiacusia, ovvero la perdita dell’udito causata dall’avanzare dell’età. Come tutti gli apparati anche quello uditivo infatti risente dello scorrere del tempo: circa il 25% della popolazione italiana con oltre 60 anni risente di questo problema.</p>
<p>Come anticipato, possono essere anche fattori esterni a determinare una perdita di questo tipo: ad esempio l’esposizione improvvisa e/o prolungata ad un suono molto forte (es. il cosiddetto “rumore di fondo”) è una delle cause di ipoacusia di maggiore incidenza insieme all’avanzare dell’età. Non dobbiamo dimenticare che l’ipoacusia è una patologia ben più diffusa di quanto si creda. Circa 1 italiano su 10 è infatti affetto da una forma di perdita dell’udito più o meno rilevante (seppur con una netta preponderanza delle perdite d’udito solo lievi).</p>
<p>Come intervenire sull’ipoacusia neurosensoriale</p>
<p>È importante ricordare che anche in questo caso l’ipoacusia può manifestarsi in forma monolaterale o bilaterale, a seconda che interessi uno o entrambi gli orecchi. Il modo migliore per risolvere e prevenire l’acutizzarsi dell’ipoacusia neurosensoriale è quello di sottoporsi ad un esame audiometrico.</p>
<p>I nostri specialisti potranno così misurare, attraverso un esame non invasivo, della durata di pochi minuti e completamente gratuito, l’entità della perdita dell’udito sofferta dal paziente e indicargli la soluzione migliore per le sue esigenze.</p>
<p>È importante essere tempestivi: agire per tempo limita enormemente i danni derivanti dall’ipoacusia. Non aspettare, <a title="Contatti e Centri" href="https://audireroma.it/contatti/">vieni a trovarci presso uno dei centri Audire per una visita gratuita</a>.</p>

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		<title>Le cause dell&#8217;ipoacusia</title>
		<link>https://audireroma.it/le-cause-dell-ipoacusia/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[admin]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 19 Apr 2022 13:24:46 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Disturbi dell'Udito]]></category>
		<category><![CDATA[Ipoacusia]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Come abbiamo avuto modo di vedere all’interno del blog di Audire, l’ipoacusia è un calo della percezione uditiva dovuta al danneggiamento di uno o più elementi presenti all’interno dell’orecchio.</p>
<p>The post <a href="https://audireroma.it/le-cause-dell-ipoacusia/">Le cause dell’ipoacusia</a> first appeared on <a href="https://audireroma.it">Audire Roma</a>.</p>]]></description>
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			<h1>Le cause dell&#8217;ipoacusia</h1>
<p>Come abbiamo avuto modo di vedere all’interno del blog di Audire, <a title="Che cos’è l’ipoacusia?" href="https://audireroma.it/che-cose-l-ipoacusia/">l’ipoacusia è un calo della percezione uditiva dovuta al danneggiamento di uno o più elementi presenti all’interno dell’orecchio</a>. Si tratta di un problema molto comune, in Italia una persona su dieci è affetta da un abbassamento più o meno grave dell’udito.<br />
L’ipoacusia può dipendere da fattori molteplici. Abbiamo individuato le cause principali delle perdite uditive.</p>
<p>• L’avanzare dell’età;<br />
• L’esposizione a fonti di rumore continue per lunghi periodi;<br />
• L’esposizione a brevi ma estreme sollecitazioni dell’udito;<br />
• I fattori ereditari;<br />
• Infezioni e infiammazioni dell’orecchio;<br />
• L’ostruzione da parte di tappi di cerume;<br />
• L’abuso o il consumo eccessivo di fumo, alcol e di determinati farmaci;<br />
• L’azione diretta o indiretta di determinate malattie, come la scarlattina, il morbillo o la meningite;<br />
• La pressione dell’aria;<br />
• L’infiltrazione di acqua o di altri liquidi all’interno dell’orecchio.</p>
<p>Non tutti questi fattori sono facili da individuare nell’immediato. Se si ritiene di aver subito un abbassamento dell’udito, di qualunque tipo esso sia, <a title="Contatti e Centri" href="https://audireroma.it/contatti/">è fondamentale effettuare subito un controllo audiometrico per stabilirne la portata</a>. Una volta effettuato il test, i nostri esperti sapranno indicare con precisione il corretto percorso da intraprendere per il trattamento dell’ipoacusia.</p>

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		<title>L&#8217;otosclerosi</title>
		<link>https://audireroma.it/otosclerosi/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[admin]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 19 Apr 2022 13:21:42 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Disturbi dell'Udito]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>L’otosclerosi è una patologia dell’udito che colpisce direttamente la staffa, uno dei tre ossicini posizionati all’interno dell’orecchio medio.</p>
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			<h1>L&#8217;otosclerosi</h1>
<p>L’otosclerosi è una patologia dell’udito che colpisce direttamente la staffa, uno dei tre ossicini posizionati all’interno dell’orecchio medio. Esattamente come per la quasi totalità delle patologie uditive può presentarti in forma monolaterale o bilaterale, a seconda che colpisca uno o entrambi gli orecchi. La forma bilaterale è quella maggiormente diagnosticata.</p>
<p>L’otosclerosi determina un irrigidimento della staffa che, a causa di una crescita ossea esuberante, si irrigidisce e non è più in grado di trasmettere correttamente gli impulsi sonori alla coclea.</p>
<p>Alla base di questa patologia vi sono cause genetiche; essa ha dunque carattere ereditario, con una maggiore incidenza sulle donne rispetto agli uomini.</p>
<p>Il primo sintomo a manifestarsi in caso di otosclerosi è una perdita dell’udito, inizialmente moderata. Questa forma di ipoacusia è tuttavia progressiva e l’aggravarsi di questa patologia può determinare anche riduzioni dell’udito molto gravi.</p>
<p>Spesso la riduzione della capacità uditiva è accompagnata dal manifestarsi di acufeni, in misura maggiore anche in questo caso nelle donne, soprattutto durante il periodo della gravidanza a causa delle fluttuazioni ormonali.<br />
Cosa fare in caso di Otosclerosi<br />
Vi sono due esami strumentali ad una corretta diagnosi di questa patologia.</p>
<p>• Anche in questo caso il primo passo per una corretta misurazione del grado di ipoacusia è quello di sottoporsi ad un esame audiometrico, un esame assolutamente non invasivo e della durata di pochi minuti che i tecnici Audire svolgono gratuitamente all’interno di ognuno dei nostri centri.<br />
• È possibile sottoporsi anche ad un esame impedenzometrico, il cui obiettivo è quello di verificare la presenza (o l’assenza) del riflesso stapediale, ovvero il riflesso che blocca la catena di ossicini presente nell’orecchio medio in caso di suoni troppo intensi.</p>
<p>L’applicazione di una protesi acustica tarata appositamente è in molti casi un’ottima soluzione a questo tipo ti problema, ma in alcuni casi è necessario intervenire chirurgicamente direttamente sulla staffa.</p>
<p>I nostri tecnici, a seguito degli esami appena indicati, sapranno consigliarvi per la migliore soluzione al vostro problema, scegliendo insieme l’apparecchio più funzionale (in termini di efficacia ed estetica) alla riduzione uditiva riscontrata.</p>

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		<title>La labirintite</title>
		<link>https://audireroma.it/la-labirintite/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[admin]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 19 Apr 2022 13:19:58 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Disturbi dell'Udito]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>La labirintite è una patologia consistente in un’infiammazione del labirinto, l’apparato sede dell’equilibrio presente nell’orecchio, e dei suoi canali.</p>
<p>The post <a href="https://audireroma.it/la-labirintite/">La labirintite</a> first appeared on <a href="https://audireroma.it">Audire Roma</a>.</p>]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<div class="vc_row wpb_row vc_row-fluid vc_custom_1650062526769 thsn-row thsn-bg-color-yes thsn-bg-color-transparent thsn-zindex-zero">
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			<h1>La labirintite</h1>
<p>La labirintite è una patologia consistente in un’infiammazione del labirinto, l’apparato sede dell’equilibrio presente nell’orecchio, e dei suoi canali.</p>
<p>Questa patologia interessa dunque direttamente il senso di equilibrio del paziente colpito, manifestandosi sotto forma di vertigini. Essendo la labirintite causata da un’infiammazione in molti casi cronica non è raro che determini un senso di vertigine anche molto grave nel paziente che ne è affetto, peggiorando considerevolmente la sua qualità della vita.</p>
<p>È possibile individuare diverse tipologie di labirintite in base alle cause che ne hanno determinato il manifestarsi.<br />
• La labirintite batterica è dovuta a patogeni quali lo stafilococco, lo streptococco ed escherichia coli.<br />
• La labirintite virale può essere determinata anche da virus passeggeri quali il virus influenzale e parainfluenzale, così come da citomegalovirus.<br />
• La labirintite può essere anche determinata dalla rottura della rocca petrosa, la parte di osso temporale in cui risiedono le cavità dell’orecchio interno dove è sito il labirinto. La rottura può infatti determinare un’infiammazione del labirinto e quindi la labirintite.</p>
<p>Le diverse tipologie di labirintite presentano tra loro i medesimi sintomi. Il primo immediatamente evidente è dunque quello delle vertigini, in alcuni casi accompagnate da nausea e tachicardia. È possibile che il paziente possa avvertire anche una serie di sintomi quali l’acufene e la sordità. Quest’ultima, nei casi più gravi, può anche essere permanente.</p>
<p>Per una terapia efficace è fondamentale non aspettare l’aggravarsi dei sintomi: in molti casi la labirintite non è immediatamente evidente e le vertigini possono essere interpretate come passeggere. Rivolgersi tempestivamente ad uno specialista per un controllo gratuito è sempre la decisione più saggia.</p>
<p>Per una corretta diagnosi sono diversi gli esami a cui ci si può affidare. Tramite una tac o una risonanza magnetica sarà possibile analizzare con attenzione le condizioni del labirinto valutando lo stato dei tessuti molli all’interno dell’orecchio. Tramite l’esame audiometrico e l’esame audiovestibolare lo specialista sarà invece in grado di valutare l’eventuale perdita di udito legata alla labirintite e la capacità di risposta del labirinto stesso in condizioni di stress.</p>
<p>Il trattamento terapeutico della labirintite, a base farmacologica, è volto da un lato alla cura dell’infiammazione e dall’altro all’attenuazione dei singoli sintomi. Se diagnosticata tempestivamente, la labirintite può essere curata con efficacia e tempi di recupero molto rapidi.</p>

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		<title>Il test di Romberg</title>
		<link>https://audireroma.it/il-test-di-romberg/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[admin]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 19 Apr 2022 13:17:10 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Disturbi dell'Udito]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Il test di Romberg è uno dei test più semplici a cui sottoporre il paziente: questi è invitato a mantenere la posizione eretta, con i piedi uniti e le braccia stese dinanzi al torace, così da formare un angolo di 90° con il tronco.</p>
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			<h1>Il test di Romberg</h1>
<p>L’insorgere di disturbi non strettamente legati alla percezione uditiva, come i disordini dell’equilibrio e l’instabilità (o atassia).</p>
<p>Esattamente come i disturbi primari dell’udito, legati direttamente alla non completa o assente percezione uditiva, anche queste patologie possono incidere in modo molto pesante sulla vita del soggetto che ne è colpito. Il nostro consiglio è sempre quello di agire tempestivamente: è dimostrato infatti che un intervento immediato all’insorgere di queste patologie può ridurne enormemente il decorso e fornirne una pronta soluzione.</p>
<p>Così come per i disturbi della percezione uditiva il primo passo da compiere per una corretta diagnosi è quello di sottoporsi ad un esame audiometrico, allo stesso modo in presenza di disturbi legati all’equilibrio è possibile sottoporsi ad esami che permettano una diagnosi pertinente. Uno di questi è il test di Romberg.</p>
<p>Il test di Romberg è uno dei test più semplici a cui sottoporre il paziente: questi è invitato a mantenere la posizione eretta, con i piedi uniti e le braccia stese dinanzi al torace, così da formare un angolo di 90° con il tronco.</p>
<p>Qualora il paziente riesca a mantenere questa posizione per più di 30 secondi ad occhi aperti, il medico fa ripetere la procedura, ma questa volta mantenendo gli occhi chiusi. Queste due differenze sono fondamentali: qualora infatti il paziente non riuscisse a mantenere l’equilibrio anche con una normale funzione visiva, i disturbi legati all’equilibrio da cui è affetto potrebbero essere dovuti a problemi neurologici, lontani quindi dalle competenze dello specialista ORL.</p>
<p>Qualora il paziente riscontri difficoltà a mantenere la posizione eretta con gli occhi chiusi è possibile individuare la patologia in ambito vestibolare.</p>
<p>In quest’ultimo caso, il paziente sarà più frequentemente portato ad oscillare (se non addirittura a cadere) nella direzione del vestibolo colpito dalla patologia.</p>
<p>Questo test è tanto più efficace quanto prima è effettuato sul paziente, in quanto nelle fasi più acute della patologia è possibile riscontrare una considerevole difficoltà nel mantenere la posizione eretta, indipendentemente dall’inibizione della funzione visiva. Inoltre è importante tenere a mente che, soprattutto dopo i 50 anni di età, è sempre più difficile per il corpo mantenere una posizione eretta.</p>

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			</item>
		<item>
		<title>Come funziona l&#8217;orecchio</title>
		<link>https://audireroma.it/come-funziona-l-orecchio/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[admin]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 19 Apr 2022 13:14:46 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Disturbi dell'Udito]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>L’udito è il primo dei 5 sensi a formarsi durante la gravidanza all’interno del ventre materno e rappresenta il primo modo in assoluto in cui percepiamo il mondo sin dalla nostra nascita.</p>
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			<h1>Come funziona l&#8217;orecchio</h1>
<p>L’udito è il primo dei 5 sensi a formarsi durante la gravidanza all’interno del ventre materno e rappresenta il primo modo in assoluto in cui percepiamo il mondo sin dalla nostra nascita. Questo dato è di fondamentale importanza per capire il valore di questo senso e come i disturbi ad esso legati siano in grado di influire negativamente sulla vita di un paziente.</p>
<p>Esattamente come accade per ognuno dei 5 sensi, il nostro cervello non percepisce direttamente gli stimoli provenienti dall’ambiente circostante; è infatti necessario che gli apparati deputati alla percezione sensoriale traducano in impulsi elettrici gli impulsi provenienti dall’esterno. Anche nel caso dell’udito quindi è compito dell’apparato uditivo convertire in impulsi elettrici quelli che in questo caso sono impulsi sonori, in modo da renderli comprensibili per il nostro cervello.<br />
L’apparato uditivo è diviso in tre parti:</p>
<p>• Orecchio Esterno. È composto dal padiglione auricolare, il cui compito è quello di operare un primo filtro delle onde sonore e di fornire protezione agli apparati dell’orecchio medio.<br />
• Orecchio Medio. È costituito dalla membrana timpanica, normalmente indicata come timpano, e dal una serie di piccole ossa il cui compito e mettere in comunicazione l’orecchio medio con l’orecchio interno, il Martello, l’Incudine e la Staffa.<br />
• Orecchio interno. Al suo interno possiamo trovare delle cavità scavate nell’osso temporale in cui è posizionata la coclea, l’organo deputato alla traduzione degli impulsi sonori in impulsi elettrici comprensibili per il cervello. La coclea a sua volta presenta all’interno un liquido, per l’appunto definito liquido cocleare, il cui compito è quello di stimolare le cellule ciliate, che si occupano materialmente della traduzione degli stimoli sonori. Oltre alla coclea, il sistema vestibolare presente nell’orecchio interno si occupa della gestione dell’equilibrio. Da ultimo, il nervo acustico mette in comunicazione la coclea con il cervello.</p>
<p>Analizzando la profonda connessione di ognuno di questi apparati e la loro complessità possiamo comprendere come il danneggiamento di anche uno solo di questi elementi (in particolare della coclea e del nervo acustico) possa pregiudicare una buona esperienza uditiva da parte del paziente.</p>
<p>Il calo della percezione uditiva</p>
<p>La diminuzione della percezione uditiva, o ipoacusia, è una patologia molto diffusa soprattutto a causa dell’invecchiamento naturale dell’apparato uditivo. Essa è diffusa a tutte le età, ma possiamo osservarne una concentrazione soprattutto nelle fasce d’età over 65.</p>
<p>La stretta connessione dell’udito con il cervello fa comprendere come l’ipoacusia sia responsabile anche di una diminuzione delle capacità cognitive, causandone in alcuni casi veri e propri disturbi. Un peggioramento dell’udito può infatti portare anche a forme di demenza precoce.</p>
<p>Cosa fare in caso di calo dell’udito</p>
<p>In caso vi sia una perdita uditiva, indipendentemente dalla sua gravità, è fondamentale agire per tempo. Aspettare per recarsi da uno specialista è sicuramente la scelta sbagliata e potrebbe aggravare l’entità della perdita.</p>
<p>È possibile misurare la perdita dell’udito tramite un <a title="Contatti e Centri" href="https://audireroma.it/contatti/">esame audiometrico</a>, un esame non invasivo offerto gratuitamente dai nostri specialisti presso tutti i centri Audire.<br />
Sentire bene aumenta la qualità della vita: non aspettare a contattarci, <a title="Contatti e Centri" href="https://audireroma.it/contatti/">ti aspettiamo per un controllo gratuito</a>.</p>

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		<title>Il nervo acustico</title>
		<link>https://audireroma.it/il-nervo-acustico/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[admin]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 19 Apr 2022 13:13:15 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Disturbi dell'Udito]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Il nervo acustico, noto anche come nervo vestibolococleare, è l’ottavo nervo cranico deputato alla trasmissione verso il cervello degli impulsi sonori codificati all’interno dell’orecchio.</p>
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			<h1>Il nervo acustico</h1>
<p>Il nervo acustico, noto anche come nervo vestibolococleare, è l’ottavo nervo cranico deputato alla trasmissione verso il cervello degli impulsi sonori codificati all’interno dell’orecchio. Esso è dunque uno degli apparati più importanti di cui siamo dotati per una corretta percezione dei suoni.</p>
<p>Esso si divide in due rami, il nervo vestibolare e il nervo cocleare, destinati alle due omonime aree situate nell’orecchio interno: il primo deputato al senso dell’equilibrio, il secondo deputato al senso dell’udito.</p>
<p>È quindi facile comprendere che le patologie interessanti il nervo acustico, quale ad esempio un’infiammazione, possano avere conseguenze anche gravi sui pazienti che ne sono colpiti, interessando sia l’udito in senso stretto sia la percezione dell’equilibrio. Il processo infiammatorio del nervo acustico può colpire indistintamente una sola o entrambe le funzioni cui esso è dedicato.</p>
<p>Nel caso sia solo la parte uditiva ad essere interessata dall’infiammazione, la diretta conseguenza per il paziente è un’ipoacusia, che nei casi più gravi può anche tradursi in sordità vera e propria, temporanea o permanente. Qualora sia interessata anche la parte deputata al controllo dell’equilibrio, all’ipoacusia si accompagna il manifestarsi di vertigini.</p>
<p>Le fasce maggiormente colpite sono quelle superiori ai 50 anni, con una prevalenza maschile su quella femminile. Spesso la patologia ha origine virale, derivante da una precedente o concomitante infiammazione di altre vie aeree. L’infiammazione può tuttavia essere determinata anche da altre cause, quali parotite, meningite meningococcica, morbillo e scarlattina, oppure essere indotta dall’utilizzo di alcuni farmaci ototossici (es. farmaci antitumorali) o da malattie metaboliche e vascolari.</p>
<p>Per una corretta diagnosi il paziente deve necessariamente sottoporsi ad alcuni esami specialistici: in caso di infiammazione del nervo acustico infatti la semplice otoscopia, l’osservazione diretta dell’orecchio operata dall’otorino, non sarà in grado di rilevare alcuna anomalia.</p>
<p>È innanzitutto necessario che il paziente si sottoponga ad un esame audiometrico, un esame assolutamente non invasivo e della durata di pochi minuti che i nostri specialisti effettuano gratuitamente presso ognuno dei centri Audire. A seguito di questo esame saremo in grado di determinare con esattezza il grado di perdita dell’udito sofferto dal paziente; rilevata la perdita è necessario completare l’esame della patologia tramite risonanza magnetica ed esami di laboratorio.</p>
<p>Il trattamento dell’infiammazione del nervo acustico</p>
<p>Il trattamento di questa patologia è direttamente legato alle zone colpite. Se l’infiammazione ha colpito solo la zona uditiva la terapia è prevalentemente farmacologica e finalizzata al ripristino della percezione uditiva. In caso sia interessata anche la zona dell’equilibrio la terapia comprende sia l’uso di farmaci sia attività di ripristino dell’equilibrio.</p>
<p>Il decorso della patologia normalmente è rapido e completo, ma in caso di perdita uditiva permanente è possibile l’applicazione di un apparecchio acustico, o di un impianto cocleare nei casi più gravi.</p>

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		<title>Vertigini e disturbi dell’udito</title>
		<link>https://audireroma.it/vertigini-e-disturbi-dell-udito/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[admin]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 19 Apr 2022 13:11:03 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Disturbi dell'Udito]]></category>
		<category><![CDATA[Ipoacusia]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Le vertigini (e la conseguente maggiore propensione a perdere l’equilibrio) sono tra i principali sintomi di molti disturbi legati all’udito.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<div class="vc_row wpb_row vc_row-fluid vc_custom_1650062526769 thsn-row thsn-bg-color-yes thsn-bg-color-transparent thsn-zindex-zero">
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			<h1>Vertigini e disturbi dell’udito</h1>
<p>Le vertigini (e la conseguente maggiore propensione a perdere l’equilibrio) sono tra i principali sintomi di molti disturbi legati all’udito.</p>
<p>La sindrome di Ménière, la labirintite e la cupololitiasi sono solo alcuni di questi possibili disturbi.</p>
<p>Tra i sintomi legati alle patologie uditive le vertigini sono sicuramente tra quelli maggiormente idonei ad incidere negativamente sulla vita del paziente: non dimenticate che sentire bene e prendersi cura del proprio udito vuol dire vivere bene. Non aspettate che i sintomi di una patologia divengano insostenibili prima di rivolgervi ad uno specialista.</p>
<p>L’apparato vestibolare e l’equilibrio</p>
<p>L’apparato vestibolare ha il compito di controllare l’equilibrio dell’individuo, la coordinazione dei movimenti e la loro armonia.<br />
Una disfunzione dell’apparato vestibolare è dunque concretamente idonea a determinare una limitazione (in alcuni casi anche di grave entità) dell’autonomia dell’individuo, riducendone enormemente la qualità della vita.</p>
<p>I disturbi legati all’equilibrio dovuti ad un malfunzionamento dell’apparato in esame possono apparire sotto due diverse forme:<br />
· Per l’appunto le vertigini, consistenti in un’erronea percezione dello spazio, del proprio movimento e/o del movimento dell’ambiente circostante;</p>
<p>· Il disequilibrio, consistente nell’incapacità più o meno grave di mantenere una posizione e/o un’andatura eretta.<br />
È importante inoltre dare una corretta definizione della tipologia di vertigine percepita dal paziente; possiamo individuarne infatti tre distinte tipologie:</p>
<p>· La vertigine soggettiva è generata dall’illusione di una rotazione (anche violenta) dell’ambiente circostante. Essa normalmente è accompagnata anche da altri sintomi quali nausea, sudorazione e tachicardia e normalmente ha una brevissima durata.<br />
· La vertigine oggettiva è generata dall’illusione del movimento del capo rispetto all’ambiente circostante.<br />
· Vi sono poi i cosiddetti disturbi aspecifici dell’equilibrio, quali instabilità, disequilibrio, incertezza nei movimenti ecc.<br />
Questa distinzione è necessaria ai fini di una corretta anamnesi: ad esempio, nei casi di vertigine oggettiva, questa può essere identificata come periferica e più facilmente collegata a patologie quali riduzione uditiva e acufene.</p>
<p>L’esame vestibolare</p>
<p>L’esame vestibolare è finalizzato alla diagnosi delle vertigini e della loro tipologia. Come anticipato è fondamentale darne un corretto in quadramento a fini terapeutici e per determinarne la gravità. Mentre le vertigini legate a patologie periferiche sono meno pericolose e, in molti casi, curabili con terapie rapide ed efficaci, le vertigini legate a patologie centrali hanno un decorso progressivo e più pericoloso, che in alcuni casi può anche mettere a rischio la vita del paziente se imputabili a problemi di origine neurologica.</p>
<p>Le terapie consigliate</p>
<p>Nel corso degli anni l’approccio terapeutico alle vertigini è molto cambiato. L’approccio farmacologico è stato ampiamente superato in favore di terapie rieducative finalizzate a ristabilire la percezione di un corretto equilibrio.</p>
<p>Queste terapie hanno l’obiettivo di attivare nel paziente meccanismi di adattamento/compensazione o indurre l’abitudine allo stato patologico legato alle vertigini.</p>
<p>Il nostro consiglio è di non aspettare mai il decorso di questi sintomi e rivolgersi quanto prima ad uno specialista. Non aspettare, cerca il centro Audire più vicino a te.</p>

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		<title>Le tipologie di ipoacusia</title>
		<link>https://audireroma.it/le-tipologie-di-ipoacusia/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[admin]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 19 Apr 2022 13:05:47 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Disturbi dell'Udito]]></category>
		<category><![CDATA[Ipoacusia]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>La perdita dell’udito può essere localizzata ad un solo orecchio oppure interessare entrambi gli orecchi. Possiamo individuare tre tipologie principali: Ipoacusia Neurosensoriale, Ipoacusia Trasmissiva, Ipoacusia Mista.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<div class="vc_row wpb_row vc_row-fluid vc_custom_1650062526769 thsn-row thsn-bg-color-yes thsn-bg-color-transparent thsn-zindex-zero">
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			<h1>Le tipologie di ipoacusia</h1>
<p>La perdita dell’udito può essere localizzata ad un solo orecchio oppure interessare entrambi gli orecchi. Abbiamo già trattato del tema generale dell’ipoacusia, descrivendo come, per quanto attiene all’ipoacusia acquisita, questa possa avere un’origine di diversa natura. Possiamo individuare tre tipologie principali:</p>
<p>• Ipoacusia Neurosensoriale;<br />
• Ipoacusia Trasmissiva;<br />
• Ipoacusia Mista.</p>
<p>Ognuna di queste tipologie presenta diverse caratteristiche e soluzioni e diversi momenti in cui può manifestarsi (ad esempio con l’avanzare dell’età). Indipendentemente dalla natura alla base della perdita, il primo passo da compiere è di recarsi presso uno specialista ORL che possa individuare il trattamento migliore per le vostre esigenze.</p>
<p>Ipoacusia Neurosensoriale</p>
<p>Questa tipologia di ipoacusia interessa la coclea e/o il nervo acustico. Può manifestarsi indistintamente sia negli adulti sia nei bambini in forma monolaterale o bilaterale.<br />
La casistica ci dice che normalmente questa patologia si manifesta con una progressione molto lenta, spesso legata all’avanzare dell’età; in questo caso la patologia prende il nome di presbiacusia. In alcuni casi invece può presentarsi in modo repentino, a fronte di un forte shock diretto all’apparato interessato; in questo caso possiamo parlare di sordità improvvisa.<br />
Nel caso l’entità del danno all’apparato uditivo sia lieve, la soluzione a questo problema può essere un apparecchio acustico che amplifichi il suono percepito dal paziente. Qualora questa soluzione non sia sufficiente, è possibile ricorrere ad un impianto cocleare, un apparecchio che converte i segnali acustici in segnali elettrici indirizzati direttamente al nervo acustico, scavalcando le strutture danneggiate all’interno dell’orecchio.</p>
<p>Ipoacusia trasmissiva</p>
<p>L’ipoacusia trasmissiva colpisce interessa l’orecchio esterno o le strutture presenti nell’orecchio medio. Come per la tipologia precedente anche in questo caso può manifestarsi in forma monolaterale o bilaterale.<br />
Nella maggior parte dei casi questa è determinata dalla presenza di corpi estranei nel condotto uditivo, da tappi di cerume o da otiti prolungate. Anche in questo caso il primo passo da compiere è di effettuare un esame audiometrico, disponibile gratuitamente presso i centri Audire.<br />
Dopo aver effettuato prove di ascolto mirate in compagnia di uno dei nostri specialisti, insieme individueremo la soluzione migliore in termini di estetica ed efficacia per la patologia emersa.</p>
<p>Ipoacusia mista</p>
<p>Come possiamo intuire dal nome, questa tipologia di ipoacusia comporta la presenza di una carenza sia trasmissiva sia sensoriale. Alcune volte può essere determinata dall’aggravarsi di una patologia che interessa l’apparato trasmissivo che si estende fino all’orecchio interno e alla coclea; altre volte può essere determinata dalla presenza di una ostruzione (es. un corpo estraneo) e di una causa neurosensoriale (es. presbiacusia).</p>
<p>Come detto in precedenza è lo specialista che individuerà la migliore soluzione al problema dopo un’attenta visita all’apparato uditivo.</p>
<p>Cosa fare in questi casi</p>
<p>C’è un dato che è comune a tutte le tipologie di perdita dell’udito: il passare del tempo ne aggrava l’entità. Nella nostra esperienza abbiamo più volte constatato che un intervento tempestivo sul nascere della patologia avrebbe potuto ridurre enormemente i danni presenti all’interno dell’orecchio.</p>
<p>Se credi di non sentire più bene come prima, non esitare a <a title="Contatti e Centri" href="https://audireroma.it/contatti/">contattarci</a> o a <a title="Contatti e Centri" href="https://audireroma.it/contatti/">farci visita presso uno dei nostri centri per un controllo gratuito dell’udito</a>.</p>

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